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All Dreams Are Made Of Lies

Sono una donna fatta d'ansia, caffè, tristezza e finlandese.


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Del perché non guardo gli horror (e perché non dovrei mai cascarci e guardarne)

Dovete sapere che generalmente non guardo horror, per principio, e la mia sanità mentale è un minimo preservata da questa accortezza.
Detto questo, dopo circa un anno di meditazione, ieri sera mi sono decisa a guardare American Horror Story Coven.
Da premettere anche che avevo già provato l’anno scorso con la prima stagione, ma l’ho interrotta a metà perché stavo troppo, troppo male. Ma pensavo fosse una questione di tema: la casa stregata, i fantasmi, cos’… Dove mi avvio? Coven invece è sulle streghe, io adoro le streghe, in teoria dovrei poterlo guardare senza problemi. E invece no, povera illusa che sono!
Ho fatto le 4 a guardarmelo, perché è obiettivamente bellissimo e interessante e gli argomenti non mi terrorizzano, anzi mi intrigano molto. MA poi ho passato la notte a tremare nel letto. Mi sentivo accarezzare la fronte e toccare la schiena, sentivo rumori, passi e scricchiolii ovunque. Alché ho sbarrato gli occhi. perché sono un genio ed essendo miope ho ovviamente la vista sfocata, oltre al fatto che al buio vedo lucine e cose che si muovono (come tutti, credo?). E quindi le maglie appese alla maniglia della porta sono diventate subito un essere deforme che voleva uccidermi. 
Non sapendo che fare, ho iniziato a piangere sommessamente. Volevo alzarmi ma non ci riuscivo, ero tipo paralizzata a letto, sudavo freddo e in tutto avrò dormito forse 10 minuti verso le 7, quando ho sentito che mia madre si era alzata. Ma poi è uscita e sono rimasta sola. Vi risparmio la cronaca di queste ore, ma vi dico che adesso è la mezza e sono riuscita, in questo lasso di tempo, a spaventarmi per il mio stesso riflesso nello specchio.
In conclusione: chi me lo fa fare?



Cronaca di una notte annunciata Fifoneria & varie AIUT

Post poco serio su un libro che sto leggendo e che non dovrei leggere, ma che leggerò comunque.

Mi sembra proprio il caso di scaricarmi la coscienza su Tumblr, perché sto vivendo un momento di crisi intellettuale
La settimana scorsa ho visto la serie tv di Outlander e mi sono, chiaramente e per ben ovvi motivi, innamorata senza contegno alcuno di Jamie (vi prego di considerare quanto sforzo, autocontrollo e rispetto per gli uomini che mi leggono mi ci voglia per non inserire un’immagine direttamente e limitarmi ad un semplice link a tutto beneficio delle signorine che lo cliccheranno!) 
Niente di anormale, io m’innamoro a giorni alterni di personaggi immaginari, quindi tutto bene. Il passo successivo è stato, banalmente, quello di cominciare a leggere il primo della serie di libri scritti da Diana Gabaldon. E niente, fondamentalmente è un fottuto Harmony. Ho letto poco più della metà e mi sarò imbattuta in almeno una trentina di scene di sesso barra litigi e sesso barra sviolinate romantiche piene di frasi che mai nessuno si sognerebbe di dire davvero e sesso senza nessun filo logico. Riassumendo proprio all’osso, direi che è un 50 sfumature con un background storico e meno stranezze. Che è un po’come dire “ho visto un porno con una trama molto interessante”, insomma. 
Mi sento come quelle casalinghe tristissime che guardano i film di Gabriel Garko. E non me ne vergogno neanche un po’, il che è causa di crisi interiori e dubbi esistenziali: ho sempre considerato i romanzi rosa come la feccia della letteratura e adesso ne leggo uno e, per di più mi piace? Non c’è mai limite al peggio.
Lasciatemi ora concludere questa ammissione di colpa con un paio di citazioni sparse, tratte dal libro in questione.

"Se fossi stata un cavallo, mi sarei lasciata portare ovunque" (cit.)
"Sì, sassone, ti cavalcherò" (cit.)
"È stata una bella cavalcata, eh?" (cit.)

Sono un po’fissati coi cavalli, sì. E all’improvviso questa immagine (cliccate, cliccate!) assume perfettamente senso.

La mia preferita comunque, almeno finora, è la seguente 

"Mi sentivo come se fossi stata picchiata con un oggetto appuntito, poi pensai che in fondo era stato proprio così. L’oggetto in questione adesso sembrava relativamente innocuo e il suo proprietario si svegliò quando mi sedetti sul letto accanto a lui" (cit.)


Qualcuno mi picchi forte e mi faccia uscire da questo tunnel, vi prego. Senza oggetti appuntiti, magari, eh!! 

WTF barra CHEMERAVIGLIA feelings

Quelli che non ti conoscono nemmeno e “Ah, ma quindi hai finito di studiare. E ora dove lavori?”

Cosa vorrei rispondere: “Nel culo di tua madre”.
Cosa ho risposto fino a due giorni fa: “Eh, sai, purtroppo, la crisi, la disoccupazione…”

Credo che dovrò trovare una risposta di compromesso. Forse un bel vaffanculo, conciso e diretto?

Ma 'na maniata de cazzi vostri no?

Comunque non so voi, ma io sto iniziando a provare un immenso fastidio per le notizie false ed i siti che le pubblicano.

All’inizio era divertente, si capiva nettamente quando una cosa era falsa. Adesso sono capaci di inventarsi di tutto e cercano di renderlo verosimile al 1000%. Ormai qualunque cosa legga, sono scettica. Non credo più in niente. I tg non li guardo e i giornali non li leggo, perché tanto sono pilotati politcamente e adesso mi avete tolto l’ultima certezza della mia vita, e cioè che sull’Internet posso trovare informazioni valide. 
Mi sento smarrita Non ho più certezze

Mi compiaccio con inquietudine.

Non so se inquietarmi o compiacermi del fatto che il mio telefono sappia scrivere praticamente da solo cose come "il flusso canalizzatore sta flussando", "l’inverno sta arrivando", "misuro la mia vita a cucchiaini di caffé", "prepariamoci a passare dei guai, dei guai molto grossi, guai vecchi come la galassia", "nella Contea diremmo che sono le nove, l’ora giusta per una deliziosa prima colazione" e "John Lennon si sta rigirando nella bara per nascondere l’erezione!" (con tanto di punto esclamativo).

Visto che tanto parla pure, mi aspetto che si metta ad ansimarmi "Passa al lato oscuro, abbiamo i biscottini" nel cuore della notte da un momento all’altro, è solo questione di tempo.

 

Miriskussnika & la tecnologia

Ho semi-tracannato un sorso di Nelsen and I liked it (non è vero).

Nel buio della notte, mi alzo. O per meglio dire, striscio fuori dal letto. Incespicando e urtando svariati angoli di mobilio col mignolo del piede, vado in cucina. Non accendo la luce. Perché? Non lo so. Ma dato che sto scrivendo un post pieno di suspence, facciamo che le luci della strada che filtrano dalla finestra sono tutta l’illuminazione che i miei occhi sopportano. Intravedo la sagoma di una bottiglia. “Che sete”, penso. Più o meno, perché la mia mente non è che riesca a formulare idee così complesse al momento. Ma sì, in sostanza, ho molta sete. Afferro saldamente la bottiglia, tolgo il tappo e me la porto alle labbra per fare un sorso. 

E qui diciamo che posso anche smetterla di giocare alla scrittrice: era la bottiglia del detersivo per i piatti, perché sono ciecata e a quanto pare ho pure il naso insensibile agli odori. Ho sputacchiato sapone e schizzato acqua ovunque, nel mio tentativo di scartavetrarmi la lingua ed estrarmi l’apparato orofaringeo con le unghie. 
Le storielle della buonanotte Il giornalino di Miriskussnika Perché Gian Burrasca non era NESSUNO!